Alle sculture di Roberto Lo Magno

Ho rivisto con piacere le sculture in pietra asfaltica di
Roberto Lo Magno, che conoscevo da tempo per la mia mania di frequentare gli antichi valori della mia terra.
Lo Magno ha saputo, umilmente ma con grande passione,
ripercorrere gli antichi sentieri della tradizione Iblea
che nella pietra asfaltica hanno creduto e da cui
hanno tratto lavoro e modi di vivere.
Le sue opere sono un omaggio sereno e sentito
al mondo degli ignoti scalpellini che,
hanno tracciato l'immagine di una
monumentale arte, ancora oggi straordinaria.
E tutto questo Lo Magno lo ha scritto con
la sua innata serenità e semplicità,
che ha reso preziose le sue realizzazioni.
La pietra sotto le sue mani è diventata
sensuale e discreta, in grado di comunicare
attraenti figure umane o sagome animali, come
il delfino guizzante da un mare ideale ma tutto siciliano.
Lo Magno ha anche lavorato sul calcare tenero degli Iblei,
conferendo al suo candore il tocco di un'antica novella.
I volti assumono connotazioni umane,
chiuse a volte in una sorte di sogno riservato a quanti
sanno leggere i tocchi leggeri della nostra antica civiltà,
densa di storia e di uomini.
Di codesto mondo, Lo Magno è il cantore discreto che riesce a comunicarci sensazioni che credevamo perdute.

Gaetano G. Cosentini

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